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Come dividere un grande obiettivo in piccoli passi

I grandi obiettivi fanno uno strano effetto. «Correre una mezza maratona», «parlare inglese», «scrivere un libro»: appena ne pronunci uno, sembra entusiasmante e impossibile allo stesso tempo. Vedi il traguardo, ma non la prima mossa. Così aspetti: un weekend libero, un mese migliore, una versione di te con più tempo.

La soluzione non è spingere di più. È una mappa migliore: un grande obiettivo diviso in passi abbastanza piccoli da poter cominciare oggi. Ecco come farlo, senza fogli di calcolo e senza pianificare tutto l’anno in anticipo.

Perché i grandi obiettivi si bloccano

Un grande obiettivo è un’immagine del risultato, non un libretto di istruzioni. Quando il cervello guarda «scrivere un libro», non trova un punto di partenza, e così ogni giorno l’obiettivo ti fa la stessa domanda: ma da dove comincio? Quasi sempre la risposta sincera è «non oggi».

Sul perché i pezzi piccoli funzionino meglio ci sono ricerche solide. In uno studio classico, Albert Bandura e Dale Schunk hanno dato a un gruppo di bambini una lunga serie di lezioni di matematica. Ad alcuni è stato detto di puntare all’ultima pagina. Altri hanno ricevuto un obiettivo vicino per ogni sessione di studio. Il gruppo con gli obiettivi vicini è andato avanti più in fretta, ha imparato bene una parte più ampia del programma e ha trovato la materia più piacevole. Gli obiettivi vicini ti danno un riscontro; quelli lontani, solo pressione.

C’è anche un secondo effetto: quando il traguardo si avvicina, acceleriamo. I ricercatori Ran Kivetz, Oleg Urminsky e Yuhuang Zheng l’hanno osservato con le tessere fedeltà di un bar: più i clienti si avvicinavano al caffè omaggio, più spesso passavano a prenderne uno. Dividere un obiettivo in tappe ti dà tanti traguardi invece di uno solo, lontanissimo.

1. Decidi quando l’obiettivo è raggiunto

Prima di dividere un obiettivo, rendilo abbastanza concreto da poterlo portare a termine. «Rimettermi in forma» non ha una fine. «Correre 5 km senza fermarmi» sì. «Imparare l’inglese» no. «Sostenere una conversazione di 10 minuti in inglese» sì.

Anche le ricerche di Edwin Locke e Gary Latham su come fissare gli obiettivi vanno in questa direzione: puntare a qualcosa di specifico porta a risultati migliori di un generico «farò del mio meglio». Chiediti: come capirò di avercela fatta? Scrivi la risposta in una frase.

2. Dividilo in tre, quattro o cinque tappe

Le tappe sono i grandi blocchi che separano oggi dal traguardo. Qui non serve la perfezione, basta un ordine di massima. Per «correre 5 km senza fermarmi» potrebbe essere così:

  1. Camminare 20 minuti, tre volte a settimana.
  2. Alternare corsa e camminata per 20 minuti.
  3. Correre 10 minuti senza fermarsi.
  4. Correre 20 minuti senza fermarsi.
  5. Correre 5 km.

Se non conosci ancora le tappe, è normale: succede con qualsiasi cosa nuova. In quel caso la tua prima tappa è semplicemente «capire com’è il percorso»: leggere una guida per principianti, guardare una lezione, chiedere a qualcuno che ce l’ha già fatta.

3. Trasforma la prima tappa in passi da fare in una volta sola

È qui che si inceppa la maggior parte dei piani. «Lavorare al primo capitolo» non è un passo. È un piccolo obiettivo travestito da passo. Un passo vero supera tre prove:

  • Puoi finirlo in una volta sola, di solito tra i 5 e i 30 minuti.
  • Puoi iniziarlo senza dover prima decidere niente.
  • Chiunque ti guardi capirebbe subito quando è fatto.

David Allen, l’autore di «Getting Things Done», la chiama prossima azione: la primissima cosa fisica e visibile che faresti. «Scrivere il paragrafo iniziale del primo capitolo» supera la prova. «Pensare alla trama» no.

4. Dai a ogni passo un traguardo

I passi vaghi crescono senza farsi notare. «Esercitarmi con l’inglese» può voler dire dieci minuti o una serata intera, e quando non è chiaro, è facile saltarlo. Aggiungi a ogni passo un breve «fatto quando»:

  • Imparare otto parole nuove. Fatto quando riesci a dirle tutte senza guardare.
  • Correre 15 minuti a ritmo facile. Fatto quando il timer si ferma e tu no.
  • Scrivere una bozza del paragrafo iniziale. Fatto quando c’è un paragrafo intero sulla pagina, anche se grezzo.

Un traguardo ti permette anche di fermarti con la coscienza tranquilla. Fatto è fatto, e il resto della giornata è tuo.

5. Pianifica solo i prossimi passi

Viene la tentazione di stabilire ogni passo fin dall’inizio. Meglio resistere. Un piano dettagliato per il sesto mese è pura ipotesi, e invecchia non appena comincia la vita vera. Dalla prima settimana imparerai più che da qualsiasi pianificazione.

Tieni le tappe come una mappa di massima e pianifica i passi solo pochi giorni in anticipo. Dopo ogni passo, fatti una sola domanda: qual è la prossima piccola cosa che mi porta avanti? Basta questo.

6. Prepara una versione più piccola per i giorni difficili

I tuoi passi incontreranno serate stanche, settimane piene e giorni in cui proprio non ti va. Invece di saltarli, tieni pronta una versione più piccola. Se il passo è «correre 15 minuti», la versione per i giorni difficili è «fare il giro dell’isolato con le scarpe da corsa». Se è «scrivere 300 parole», diventa «rileggere il paragrafo di ieri e sistemare una frase».

La versione piccola tiene vivo il filo. Ne abbiamo parlato più a fondo nella guida su cosa fare quando non hai energia.

Esempi: grandi obiettivi divisi in piccoli passi

Grande obiettivoUna tappaPrimi piccoli passi
Correre 5 kmCorrere 10 minuti senza fermarsiCorrere 1 minuto, camminare 2, ripetere cinque volte
Sostenere una conversazione di 10 minuti in inglesePresentarti e raccontare la tua settimanaImparare otto parole sulla tua routine quotidiana
Scrivere un libroFinire una prima bozza del primo capitoloRiassumere il capitolo in tre righe
Avviare un progetto personaleMostrare una prima versione a tre personeScrivere in una frase l’unico problema che risolve
Imparare a suonare la chitarraSuonare una canzone intera, lentamenteImparare gli accordi di Sol e Do e passare dall’uno all’altro per 5 minuti
Leggere 20 libri quest’annoFinire il primo libroLeggere 10 pagine dopo cena

Errori comuni

  • Passi che in realtà sono progetti. Se un passo non si chiude in una volta sola, dividilo ancora.
  • Passi fatti solo di pensiero. «Pianificare gli allenamenti» può durare all’infinito. «Scegliere tre giorni per correre e segnarli sul calendario» si fa in cinque minuti.
  • Misurare solo il risultato finale. Sulla strada verso i 5 km, una settimana di corsette brevi è un progresso vero, anche se la distanza non è ancora cambiata. Fermati un attimo a notarlo.
  • Ricominciare da capo dopo una pausa. Se salti qualche giorno, non tornare alla prima tappa. Riprendi con un piccolo passo da dove sei adesso.

Domande frequenti

Quanto deve essere piccolo un passo?

Abbastanza piccolo da strapparti un sincero «va bene, questo oggi lo posso fare». Se ti accorgi che continui a rimandare un passo, di solito è il segnale che va rimpicciolito, non che devi impegnarti di più.

Quanti passi dovrei pianificare alla volta?

Per la maggior parte degli obiettivi, i prossimi tre-cinque. Se ne metti in fila di più, finirai per spendere energia a tenere in piedi il piano invece che ad andare avanti.

E se il mio obiettivo è qualcosa che non ho mai fatto?

Allora la prima tappa è imparare. I tuoi primi passi possono essere «leggere una guida per principianti» o «guardare una lezione di 10 minuti». I passi diventano più chiari strada facendo.

Dovrei lavorare su più grandi obiettivi insieme?

Comincia con uno. Quando ha preso un ritmo costante, aggiungine un secondo. Più obiettivi che avanzano piano nello stesso momento di solito danno la sensazione che non se ne muova nessuno.

Lascia che sia Aimora a dividere l’obiettivo per te

Se preferisci non doverci pensare tu ogni sera, Aimora esiste proprio per questo. Raccontale il tuo obiettivo, quanto tempo hai e a che punto sei, e ogni giorno ti darà il prossimo passo, abbastanza piccolo da farlo in una volta sola, con un «fatto quando» chiaro e una breve nota sul perché è giusto proprio ora.

Oggi è troppo? Chiedi qualcosa di più piccolo e il passo successivo si adatta. Qualche giorno di fila senza intoppi? I passi crescono con te. Hai saltato qualche giorno? Aimora riparte dal passo più piccolo, così non devi mai rifare il piano da zero. I primi 7 giorni includono tutto: puoi provarla direttamente sul tuo grande obiettivo.

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